La seconda giornata di serie A in 5 punti

1) Tango argentino: non è un rock a volume alto che mostra i muscoli e neanche una salsa sensuale; ma un vero e proprio tango argentino. Elegante, affascinante e armonioso. Ballano in campo diverso ma con la stessa musica Dybala e Icardi, protagonisti dei rispettivi anticipi e tout court anche della giornata di serie A.

In due hanno realizzato 5 gol e soprattutto hanno portato Juve e Inter alla vittoria in trasferta. La Joya bianconera si è caricata sulle spalle la squadra nel momento più difficile: sotto di due gol contro il Genoa è stato lui prima a segnare una doppietta per portare i suoi al pareggio e poi a chiudere i conti nel recupero del secondo tempo con la sua prima tripletta per la Vecchia Signora.
La maglia numero 10 che sta indossando da 3 partite, dall'inizio della stagione, lungi da essergli di peso, lo esalta come un amuleto: per lui, infatti, 6 gol finora. Icardi ha risolto invece la gara dell'Olimpico dell'Inter contro la Roma. Il centravanti ha dimostrato una volta di più come possa anche essere assente per larghi tratti della partita, ma quando c'è da metterla dentro ha pochi eguali. Il gioco dell'Inter ristagnava e le occasioni latitavano e lui riceve due palle: due gol. Tanto basta per ribaltare la partita. Il calcio è uno sport semplice: vince chi fa più gol. E chi ha un attaccante del genere parte avvantaggiato.

2) Var sport: se nella prima giornata aveva suscitato curiosità e qualche risata(in particolare per il gesto, che diventerà sempre più familiare, del direttore di gara che indica la consultazione del replay sulla moviola), nella seconda giornata il VAR è stato al centro delle più accese discussioni del weekend nostrano. Se nella prima giornata l'uso era stato abbastanza centellinato, nella seconda giornata i casi da dirimere sono stati ben più numerosi, come anche le decisioni che ha contribuito a cambiare in maniera decisiva.
A Marassi l'arbitro ha assegnato ben 2 rigori con l'ausilio della tecnologia, a Ferrara l'intervento c'è stato per convalidare il raddoppio dei padroni di casa e per concedere il rigore del pareggio agli ospiti. A Benevento all'ultimo minuto è stato annullato il gol che sarebbe valso il primo punto in serie A alle streghe. Ma dall'altra parte la Roma reclama un rigore per fallo su Perotti e qualcosa sulle modalità di visione del supporto tecnologico non è chiaro. Siamo ancora in fase di sperimentazione, dare un giudizio sarebbe francamente affrettato. Certo è che bisognerà rivedere qualcosa anche nel regolamento. Per come è scritto ora, tutti i contatti in area di rigore potrebbero essere passibili di massima punizione scovati con l'occhio del VAR. Ma se l'azione prosegue? E l'arbitro deve sempre andare a controllare o si può fidare ciecamente dei propri assistenti? Interrogativi a cui i prossimi mesi daranno risposte: ma servirà uniformità di regole e giudizi. La tecnologia va bene, ma dovrà essere sempre accompagnata dal buon senso.

3) Vecchie volpi e nuovi arrivi: nel primo tempo, a pochi minuti di distanza, scherzo del destino, segnano Marco Borriello e Patrick Cutrone. Il primo, classe '82 è al suo gol numero 96 in serie A con 12 magliette diverse, tra le quali quelle della Juve, della Roma e del Milan. Proprio con i rossoneri Cutrone, classe '98, ha segnato il secondo gol nella massima serie.
I gol alla fine sono risultati decisivi per le vittorie delle loro squadre. E mettono in luce due outsider che però vogliono far sentire la loro voce. Cutrone non si cura degli arrivi di Silva e Kalinic e continua a segnare: è arrivato alla quarta rete in stagione, tutte con movimenti da vero attaccante e, se continuerà così, Montella sarà sempre più in difficoltà su chi schierare al centro dell'attacco. Borriello invece se ne è andato da Cagliari sbattendo la porta e all'improvviso(nonostante il rinnovo di contratto a giugno). Ora a Ferrara ha ritrovato subito il gol cominciando a far raccogliere agli spallini i primi punti utili per la salvezza.

4) Meno spettacolo, più concretezza: come al solito, è ancora presto per dirlo, ma alla seconda giornata il segnale lanciato dal Napoli è forte e preciso. La squadra di Sarri per avere ragione dell'Atalanta non ha avuto bisogno di giocare tutti i 90 minuti a spron battuto come fa di solito, Anzi ha concesso un tempo abbondante ai bergamaschi che, passati in vantaggio, hanno anche avuto occasioni per raddoppiare. La partita sembra stregata, ma Zielinski con un gol straordinario rimette tutto in discussione. E l'accoppiata Insigne-Mertens ci mette poco a ribaltare tutto.
Poi Rog mette anche il punto esclamativo sul match. Non è stato il solito Napoli di Sarri. In difficoltà come lo scorso anno contro l'Atalanta di Gasperini; ma è riuscito a vincere. E questi sono punti che pesano.

5) La prima volta non si scorda mai: non è la prima volta in assoluto, ma solo per i tifosi con più d qualche capello grigio in testa. La Spal torna a vincere una partita in serie A dopo quasi mezzo secolo. E che partita. Alla prima gara casalinga, in uno stadio pieno(nonostante le polemiche su abbonamenti a biglietti), la formazione di Semplici passa avanti con Borriello prima e Lazzari poi. Capitan Mora gioca meravigliosamente e fa spellare le mani alla platea. Poi però l'Udinese, che in serie A c'è da molto più tempo, recupera prima con Nuytnick e poi, su rigore, con Thereau. Ma non è ancora finita: all'ultimo respiro c'è spazio per il destro dal limite dell'area di rigore di Rizzo che trafigge Scuffet sul secondo palo.
Ennesimo colpo di scena di una partita emozionante. E da cenerentola del campionato, la Spal dopo due partite si trova a 4 punti. La strada per la salvezza è lunga, ma questo è un buon inizio.

Partite e risultati

Benevento 0-1 Bologna
Torino 3-0 Sassuolo
Crotone 0-0 Verona
Chievo 1-2 Lazio
Fiorentina 1-2 Sampdoria
Milan 2-1 Cagliari
Napoli 3-1 Atalanta
Spal 3-2 Udinese