Lezione di calcio

Vista per voi

Già dai primi minuti della gara Maurizio Sarri aveva cominciato a prendere appunti sulla partita. Aveva già capito che qualcosa non andava, che il suo Napoli non girava come da previsioni della vigilia che della sfacciataggine(traduzione edulcorata dell'originale in conferenza stampa) richiesta ai suoi non c'era neanche l'ombra.

Difatti nella prima mezz'ora la gara è stata decisamente a senso unico e i partenopei hanno rischiato di affondare dopo aver imbarcato acqua da ogni parte. E la sensazione è stata che, se non è successo, è solamente stato perché i marosi sono diventati meno violenti e il mare più clemente. Il Napoli è entrato in campo con il solito modulo con le uniche variazioni rispetto a Roma che sono state Diawara e Zielinski al posto di Jorginho e Allan. Anche Guardiola non ha sorpreso nelle scelte iniziale riproponendo gli uomini che in questo inizio di stagione stanno andando meglio: Sanè, De Bruyne, Gabriel Jesus e Sterling. Ma soprattutto l'uomo che spariglia le carte, sempre paradossale, è Delph. Come nella gara vinta contro il Chelsea a Stamford Bridge, l'allenatore catalano, chiede al suo terzino sinistro di accentrarsi ed entrare dentro al campo, quasi ad affiancare Fernandinho. Questa mossa mette in crisi il sistema di pressing azzurro e consente agli inglesi di avere superiorità a centrocampo. Delph infatti costringe un centrocampista del Napoli, solitamente Zielinski, a scalare in pressione e questo libera uno tra Silva e De Bruyne tra le linee.

Heatmap della partita di Delph nella quale si nota come la sua posizione non sia stata quella del terzino classico

La contromisura immediata è quella di abbassare Callejon dando una mano alla mediana; ma i nuovi meccanismi non sono collaudati e ciò si vede nell'azione del primo gol: Sanè riceve palla dopo un cambio di gioco millimetrico e Silva si inserisce centralmente. Callejon e Zielinski sono indecisi su chi debba coprire il suo inserimento(c'era infatti Delph appostato pochi metri indietro) e l'attimo è fatale: il cross dello spagnolo alla fine produrrà il rimpallo che porterà al gol di Sterling. 

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Il City è però anche decisamente più in partita raggiunge prima la sfera. Come nell'occasione del secondo gol quando De Bruyne recupera un pallone sui trenta metri e poi regala un assist perfetto per Gabriel Jesus che fredda da pochi passi Reina. De Bruyne prova a mettersi il proprio poco dopo quando il suo tiro a giro prende la traversa: sarebbe stato un gol meritato per un giocatore che sta deliziando la platea partita dopo partita. Timidi segnali di reazione napoletani arrivano nella seconda parte del primo tempo quando su un calcio d'angolo un abbraccio troppo prolungato su Albiol provoca un rigore che però Mertens si fa parare. Sembra proprio una serata storta e il doppio fischio dell'arbitro che mette termine al primo tempo arriva a proposito. Nella ripresa, però, entra in campo una squadra diversa. Complice il Manchester City che abbassa la guardia e spesso si perde negli infiniti ricami del suo gioco(soprattutto al limite della propria area di rigore), il Napoli riesce a pressare meglio e a chiudere le linee di passaggio in avanti. E prova ad attaccare affacciandosi nella metà campo avversaria spolverando i soliti schemi e le solite combinazioni esterne. Se però salta la prima linea del pressing, i padroni di casa hanno tanto spazio da attaccare e la partita perciò è molto aperta. Allan, in campo al posto di uno spento Zielinski, dà la scossa che serve dando muscoli al centrocampo.
E alla fine arriva anche il gol che riapre la gara , sul secondo rigore di serata, concesso per atterramento in area di rigore di Ghoulam dopo irresistibile discesa dell'algerino. Nel finale gli attacchi ospiti sono generosi, ma infruttuosi e anzi Reina deve impegnarsi in un paio di circostanze.
Il passivo, limitato, e la buona reazione nella ripresa permettono di vedere anche il bicchiere mezzo pieno. E allora se Guardiola ha impartito nella prima parte del match una vera e propria lezione di calcio al Napoli, successivamente i partenopei hanno capito i loro difetti e li hanno in parte corretti. La mancanza di un mastino come Allan si è sentita, ancor più vista la serata storta di Zielinski: con lui in campo il Napoli ha migliorato il pressing e anche la disposizione difensiva, più consona con le posizioni avversarie. Il City al momento sembra superiore per i singoli: De Bruyne si sta trasformando in un centrocampista di qualità mondiale, Gabriel Jesus in un attaccante completo e moderno.
Rimane però ancora una squadra con dei limiti, tra cui quello di piacersi troppo. I disimpegni arzigogolati e rischiosi rimangono un'arma a doppio taglio che rischiava di costare carissimo. Sarri prenda nota

Tabellino e pagelle

Manchester City 2-1 Napoli: 9'Sterling, 13' Gabriel Jesus, 73' Diawara
Manchester City(4-1-4-1): Ederson 6,5; Walker 6,5, Stones 6,5, Otamendi 6,5, Delph 6,5; Fenrnadinho 6,5; Sterling 7(67' Bernardo Silva 6), De Bruyne 7,5, Silva 6,5(76' Gundogan 6), Sanè 7; Gabriel Jesus 7(87' Danilo s.v.); Guardiola 7,5
Napoli(4-3-3): Reina 6,5; Hysai 5,5(70' Maggio 5,5), Raul Albiol 6,5, Koulibaly 5,5, Ghoulam 6,5; Zielinski 5, Diawara 6, Hamsik 5,5(78' Ounas 6); Insigne 5(56' Allan 6,5), Mertens 5, Callejon 5,5; Sarri 5