Matuidi tuttofare

I giocatori come Matuidi, quando arrivano in una nuova squadra, non stuzzicano l'entusiasmo e la fantasia dei tifosi allo stesso modo di un'ala fantasiosa o di un bomber implacabile.
Fonte foto: pagina ufficiale Blaise Matuidi

In verità, il giorno del suo sbarco a Torino era piuttosto cospicuo il gruppo dei sostenitori accalcati ai cancelli dello J Medical per un primo assaggio di mondo bianconero. Sicuramente meno, però, di quanto accaduto nel caso di Douglas Costa o Bernardeschi. È la dura vita del mediano che lavora nell'ombra e nell'ombra deve ritagliarsi il suo spazio. In più Matuidi arrivava a fine agosto, dopo diversi anni di corteggiamento ma alla soglia dei trent'anni: un'età non più giovanissima e nella quale i segni dell'usura possono cominciare a palesarsi. Ma immediatamente ci si è resi conto che il suo acquisto è stato di estrema sostanza.
Fonte foto: pagina ufficiale Blaise Matuidi
Prova ne è il suo utilizzo immediato in campo. Si sa quanto Allegri, in questi anni, abbia aspettato diverso tempo prima di inserire in pianta stabile i nuovi giocatori. I vari Dybala, Douglas Costa, Alex Sandro e Morata hanno tutti avuto bisogno di un periodo di rodaggio. L'esperienza e la capacità di adattamento del centrocampista francese gli hanno invece dato la possibilità di essere sin da subito una colonna portante della mediana. E i numeri lo dimostrano: ha infatti giocato in 26 partite per un totale di 1718 minuti. E il suo apporto è stato ottimo nell'economia del gioco bianconero. Matuidi è un giocatore che non si fa notare, ma che fa tutto alla perfezione. Rispetto ad altri centrocampisti di corsa e rottura affonda meno i contrasti(secondo le statistiche di Whoscored 2.4 a partita contro i 4.1 di Allan, i 3 di Vecino e i 3.2 di Strootman), ma viene superato in dribbling decisamente meno dei suoi omologhi(0,8 a partita contro 1 di Vecino, 1,2 di Strootman e 1,5 di Allan). Merito di una posizione del corpo sempre ottimale quando affronta il diretto avversario, ma anche di capacità atletiche ben sopra la media. Rispetto a molti altri centrocampisti, infatti, corre decisamente di più. Secondo i dati del sito ufficiale della serie A, in 1382 minuti ha corso per 11.151 metri, decisamente di più di Allan(10.264 metri in 1458 minuti) e un po' meno di Vecino(11.691 metri), ma avendo giocato anche quasi 300 minuti in meno. Ma Matuidi sa anche correre bene perché pressa con i tempi giusti e anche con il giusto angolo di pressione che spesso induce l'avversario all'errore diretto per sfuggire alla sua morsa.
Altro elemento che fa di Matuidi un giocatore estremamente utile per il gioco della Juventus è la sua duttilità tattica che ha consentito ad Allegri di schierarlo in diverse posizioni per equilibrare al meglio la squadra. La classica posizione di partenza è come mezz'ala sul centro sinistra nel 4-3-3, ma Matuidi, anche in partite importanti come quella al San Paolo di Napoli o nel derby contro il Torino di coppa Italia, ha agito, soprattutto in fase di non possesso palla, come esterno di centrocampo.
Heatmap di Matuidi contro il Napoli: da notare la sua posizione, da vero e proprio esterno di centrocampo(screenshot da Squawka)

Ciò ha permesso di fare gravitare Dybala in zona più centrale per sfiancarlo di meno in fase difensiva e mantenerlo più lucido in attacco. Lucido Matuidi rimane sempre, anche se gli viene richiesto un sacrificio non indifferente . A dicembre ha anche cominciato a segnare mostrando anche la sua capacità negli inserimenti senza palla.

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Nell'occasione si può apprezzare come, quando Dybala riceve il pallone, il francese si butti nello spazio libero al centro dell'area di rigore, arrivando vicino alla rete. Una rete che è arrivata in due occasioni: entrambe in trasferta contro Bologna e Verona.
In conclusione, Blaise Matuidi è stato per la Juve un acquisto più che azzeccato che completa un centrocampo bianconero che diverse volte è rimasto a corto di fiato. Le sue capacità atletiche e fisiche, oltre alle sue qualità tattiche permettono ad Allegri un ventaglio di soluzioni più ampio ed efficacie permettendo al mister di osare qualcosa in più in fase offensiva, liberando il potenziale presente nell'attacco juventino. Perché, a coprire gli spazi liberi, ci pensa Matuidi.