Agli ordini del sergente Milinkovic

Vista per voi

Uscita dalla crisi, almeno quella dei risultati, la Lazio arrivava a Reggio Emilia per la prima di un ciclo di gare intenso, difficile e soprattutto decisivo per il prosieguo della stagione. Dopo il successo dell'Inter nell'anticipo contro il Benevento, i biancocelesti erano chiamati a rispondere per rivendicare il proprio quarto posto contro un Sassuolo in piena corsa salvezza.
Inzaghi però, ben consapevole del tour de force a cui è, e sarà, sottoposta la sua squadra decide per un discreto turn over che porta in campo Luiz Felipe, Wallace, Lukaku, Felipe Anderson e Murgia, ma che conferma il bomber Immobile, tornato al gol con ben 5 reti tra il Verona di domenica scorsa e la Steaua Bucarest di giovedì. Iachini non rinuncia invece al tridente con Politano e Berardi a supportare il nuovo arrivo Babacar, fresco di prima marcatura in neroverde la settimana scorsa. Da segnalare inoltre la novità Rogerio, giovane terzino brasiliano classe '98, sulla fascia sinistra.

Doccia fredda

La partita comincia come meglio non potrebbe per la Lazio che, dopo neanche 10 minuti, va in vantaggio con Milinkovic-Savic. Il serbo trova spazio tra le linee e, servito da Felipe Anderson, trova benissimo l'incrocio dei pali alle spalle di Consigli. Il gol iniziale permette ai biancocelesti di giocare con più tranquillità e organizzare il proprio gioco verticale. Il piano tattico è chiaro: far girare palla in orizzontale per verticalizzare in maniera molto rapida. La scelta di Anderson al posto di Luis Alberto facilita anche questa tattica perché a Immobile si aggiunge un altro velocista. E così, ben chiudendo gli spazi dietro e ripartendo in avanti, la Lazio rischia poco e trova modo di pungere. Su una bella azione in ripartenza che coinvolge attaccanti e centrocampisti, Peluso tocca la palla con la mano in area di rigore: un tocco leggero ma che l'arbitro, con l'ausilio della tecnologia, giudica colpevole della massima punizione.
Che Immobile trasforma mettendo una serie ipoteca sul match. Il tris arriva, sempre come una doccia fredda, a inizio ripresa: non c'è neanche il tempo di battere il calcio d'inizio che Anderson Milinkovic organizzano l'azione offensiva con quest'ultimo che si muova all'interno dell'area di rigore da vero attaccante, chiama la palla  e batte di testa Consigli. La doppietta sottolinea ancor di più le grandi qualità del centrocampista serbo, dominante all'interno del match dal punto di vista fisico e tecnico: non perde nessun pallone e riesce sempre nella giocata. E in più si fa trovare pronto in zona gol. Centrocampista completo: bisognerà vederlo in altre partite e su altri ritmi, ma un Milinkovic così può trascinare lontano la Lazio.

L'involuzione di Berardi

C'era una volta un giovane prospetto del Sassuolo che aveva incantato l'Italia a suon di gol e di belle prestazioni alla prima stagione in serie A. Dopo soli pochi anni, e con tutta una carriera ancora davanti, di quel giocatore non rimane più nulla o quasi. Domenico Berardi si è involuto in maniera incredibile. Ieri contro la Lazio la prestazione è stata abulica, culminata dall'espulsione per rosso diretto per un brutto fallo su Radu. Un epilogo evitabile, ma in linea con una giornata in cui si fa fatica a ricordare una sua giocata positiva. Un atteggiamento però comune a tutto il Sassuolo con il solo Politano a tentare di creare qualche pericolo all'ordinata retroguardia biancoceleste sfruttando il duello diretto con Wallace sulla fascia.

Tabellino e Pagelle

Sassuolo 0-3 Lazio: 9'-47' Milinkovic Savic, 31' Immobile
Sassuolo(4-3-3): Consigli 5,5;Adjapong 5,5, Acerbi 5, Peluso 5, Rogerio 5,5; Missiroli 5, Magnanelli 5,5 (85' Sensi s.v.), Mazzitelli 5; Berardi 4,5, Babacar 4,5, Politano 6 (70' Ragusa 5,5); Iachini 5
Lazio(3-5-1-1): Strakosha 6; Wallace 6, Luiz Felipe 6,5, Radu 6,5; Marusic 5,5, Murgia 6,5, Leiva 6,5(60' Parolo 6,5), Milinkovic-Savic 7,5, Lukaku 6(60' Lulic 6); Felipe Anderson 7; Immobile 6,5(81' Nani s.v.)