Vittoria nel tempio del calcio

Vista per voi

A tre giorni dall'importantissima gara vinta all'Olimpico di Roma in campionato contro la Lazio, la Juve si trovava a dover affrontare un altro fondamentale snodo stagionale in un altro monumento del calcio mondiale come lo stadio di Wembley, tempio dell'Inghilterra e, fino all'apertura del nuovo impianto, del Tottenham.

Dopo il pareggio casalingo per 2-2 dell'andata, i bianconeri partivano leggermente sfavoriti sia per via del fattore campo, sia per via di una condizione fisica non ottimale soprattutto in diversi uomini chiave del reparto offensivo. Allegri ha deciso però di schierare tutto il suo attacco decimato con il trio Douglas Costa-Higuain-Dybala in avanti con Matuidi a fare un ruolo ibrido tra mezz'ala ed esterno di centrocampo e una difesa composta da Barzagli, Chiellini, Benatia e Alex Sandro. Le uniche novità di Pochettino rispetto alla gara di Torino sono state rappresentate da Son al posto di Lamela e da Trippier al posto dello squalificato Aurier.

Differenze nel possesso palla

Uno degli obbiettivi della Juventus, come dichiarato dallo stesso Allegri in conferenza stampa pre-partita, era quello di limitare le fasi di possesso palla del Tottenham per non essere eccessivamente schiacciata all'indietro. A guardare i numeri i bianconeri ci sono riusciti nel primo tempo a non far tenere il pallino del gioco solamente in mano agli Spurs, ma il possesso palla delle due squadre è stato ben diverso. Farraginoso e prevedibile quello degli ospiti, verticale e ricco di qualità quello dei padroni di casa. La Juventus nella costruzione del gioco si scontrava con un pressing offensivo e ben organizzato degli avversari che costringeva i bianconeri a giocare solo per linee esterne dove spesso sono mancati i riferimenti. Matuidi è stato molto in difficoltà nel creare gioco, non è suo compito, e Dybala nella prima ora di gioco ha toccato pochissimi palloni.
I tocchi di Dybala nella prima ora di gioco: pochini per uno del suo talento(screenshot da Whoscored)

Di contro gli inglesi sono riusciti a giocare con molto più profitto le loro azioni offensive. Il 4-2-3-1 si è rivelato ben presto fluido e pronto a disordinare la linea difensiva juventina con i movimenti di Kane ad allargarsi e quelli di Dele Alli a inserirsi come vero e proprio centravanti con Son liberato nell'uno contro uno di fronte a Barzagli e Eriksen sempre bravo a farsi trovare smarcato tra le linee.
Eriksen riceve una grandissima palla in verticale e ha campo libero perché il centrocampo Juve è stato saltato. Da notare l'occupazione degli spazi Spurs con Dele Alli da centravanti e Son molto largo sulla fascia. Sull'altra si inserirà Trippier, autore dell'assist


Il gol del vantaggio è una perfetta esemplificazione di ciò con la grande qualità del danese nel ricevere palla e darla ad Alli che trova Son che porta in vantaggio i suoi con un tiro sporco e fortunoso.

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Ribaltare la partita

Per un'ora di gioco abbondante la Juve non ha creato sostanziali pericoli alla porta di un inoperoso Lloris. A inizio ripresa è sembrato in particolare che i bianconeri faticassero a rimanere in partita sia dal punto di vista fisico, sia da quello tecnico. Nel momento più grigio del match(sottolineato da 3 gialli presi a cavallo tra i due tempi per interventi in ritardo) Allegri ha così deciso di effettuare due cambi che hanno cambiato il corso del match: Asamoah per Matuidi e Lichtsteiner per Benatia. Si è passati quindi al 4-2-3-1 con Alex Sandro esterno alto e Barzagli rimesso nel suo ruolo al centro della difesa. E in 10 minuti la Juve ha trovato i due gol che sono valsi la qualificazione. Proprio grazie alla nuova ampiezza e alla maggiore solidità del nuovo modulo e all'abilità dei due subentrati. Lichtsteiner ha peraltro partecipato attivamente al gol del pareggio realizzando il cross, spizzato da Khedira, sul quale è intervenuto Higuain. Il secondo gol è invece originato da una grande giocata di Higuain che ha mandato in porta Dybala.
Higuain si abbassa e viene seguito da Sanchez mentre Dybala si inserisce con buona scelta dei tempi alle sue spalle. La linea del Tottenham non lo copra ed è anche allineata male(fuori inquadratura il terzino sinistro è più basso dei compagni di reparto)


La difesa del Tottenham non è riuscita a compattarsi centralmente dopo essere stata disordinata dal movimento ad abbassarsi del Pipita e Dybala ha avuto buon gioco e prenderla alle spalle e presentarsi da solo davanti a Lloris.


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Poi c'è stata tanta sofferenza. Il Tottenham ha ripreso ad attaccare ma con meno lucidità e un po' di paura. Un palo e un salvataggio sulla linea hanno rappresentato i massimi brividi difensivi di una Juve che alla fine ha portato a casa la qualificazione ai quarti di finale(per la terza volta sotto la gestione Allegri).
La miglior sintesi della partita, ma anche della qualificazione, l'ha data Barzagli a caldo: "Quando c'è da soffrire, noi ci siamo". E così è stato: la Juventus arrivava a Wembley dopo una partita molto stancante contro la Lazio e contro un avversario in forma e convinto di poter passare il turno. Il gol subito e il successivo predominio inglese non lasciavano presagire un finale diverso. E invece, ancora una volta, i campioni hanno fatto la differenza.
Sia quelli in attacco che con due giocate nell'arco di dieci minuti hanno ribaltato il risultato, sia quelli in difesa, in particolare un mostruoso Chiellini. Dybala in 3 giorni ha messo a segno due gol che possono far svoltare la stagione juventina, mentre Higuain è ormai al quinto gol in Champions quest'anno, il terzo al Tottenham; Douglas Costa, infine, si è rivelato l'uomo determinante nelle notti europee: la sua abilità nel dribbling(che sarebbe valsa anche un netto rigore non concesso dall'arbitro) è stata fondamentale anche nel momento più negativo per i suoi.
Tutti i dribbling riusciti di Douglas Costa: quando decideva di puntare l'avversario, per quello erano seri dolori(screenshot da Whoscored)

Come nell'ultima trasferta in terra inglese, gli uomini di Allegri trovano una vittoria in rimonta e molto pesante: due anni fa fu contro il Manchester City di Pellegrini con i gol di Mandzukic e Morata. Ma quelli erano i gironi. Questa vittoria, nel tempio del calcio di Wembley ha un peso specifico ben più alto e consente alla Juve di arrivare ai quarti a testa alta, conscia di poter incotrare tutti gli avversari.

Tabellino e pagelle

Tottenham 1-2 Juventus: 39' Son, 62' Higuain, 64' Dybala
Tottenham(4-3-3): Lloris 6; Trippier 6,5, Vertonghen 5,5, Sanchez 5, Davies 5,5; Eriksen 7, Dier 6(74' Lamela 5,5), Dembele 6; Dele Alli 6,5(86' Llorente s.v.), Kane 6, Son 7; Pochettino 6
Juventus(4-4-2): Buffon 6,5; Barzagli 5,5, Benatia 6,5(61' Lichtsteiner 6,5), Chiellini 7, Alex Sandro 6,5; Douglas Costa 7, Khedira 6, Pjanic 5,5, Matuidi 6(60' Asamoah 6,5); Dybala 7, Higuain 7,5(83' Sturaro 6); Allegri 7,5